Gli ascolti della giornata Le Strisce – lunedì 07 nov 2011

Il prossimo venerdì alla Loggia dei Pirati di Marigliano suona la band Le Strisce.

Sì sono napoletani, sì hanno ottenuto un contratto con una major (oggi bisognerebbe capire quali reali vantaggi comporta). Li sento molto citati dalle band locali più per il risultato ottenuto e la dissimulata invidia (almeno loro ce l’hanno fatta, sono un sintomo che non è proprio tutto morto e altre amenità da sete di antica “Fama e Gloria” di rockstar) che per la musica prodotta.

Li sto sentendo ora da Playme. dada.it; sto ascoltando l’ultimo cd “Pazzi e poeti“. Leggero, spensierato, all’insegna dell’equilibrio tra la necessità di riempire i testi di ogni forma di denuncia sociale da teen magazine e una corretta esecuzione delle trite convenzioni del beat rock italiota.

Il solito tamburello, le solite chitarre, i soliti faticosi falsetti alla “chi sappiamo bene”, un’antologia del saccheggio dei testi del cantautorato pop dei bei tempi passati (E alla fine del mese i nostri soldi erano già finiti) che fa sempre figo farsi una sparata di ispirazione alla Battiato in forma di citazione.

Io non sono il loro target, ci mancherebbe, e forse i manifesti della band e il merchandisng restituiranno i tanto sudati investimenti (Un video, un ufficio stampa e qualche partecipazione ai programmi RAI e Mediaset)

Qualche buon pezzo commerciale e decisamente meno scontato c’è (Vieni a vivere a Napoli, Lascia tutto andare, Internet per tutti), ma manca la compiutezza del rapporto tra forma e contenuto e quindi la forza dello spettacolo che Cremonini sapeva infondere alla sua prima formazione, i Lunapop.

In parole povere, questi ragazzi suonano ancora come l’ennesimo clone delle centinaia di gruppi indie, ispirato dalle stesse fonti musicali risalenti a 30/40 anni fa che affollano la mente questa generazione di neo musicisti. Ragazzi onesti, preparati (spesso davvero tanto), determinati chiusi in un sistema a circuito chiuso vittime dell’autoreferenzialità musicale che ispirando sè stessa cederà, mi auguro presto, per auto consunzione.

 

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